• Mariagrazia Ceraso

Cos'è il Sextortion e perché dovresti saperne di più

Updated: Jan 27

“Se non mi mandi altre foto di te nuda, ne pubblicherò altre o le manderò alla tua famiglia”.


Si chiama Sextortion. Una pratica usata da cyber criminali per estorcere denaro o altro materiale pornografico alla vittima in questione.


L’espressione sextortion (dalla crasi delle parole “sex” ed “extortion”), raggruppa una serie di condotte estorsive, perpetrate attraverso la rete, caratterizzate dalla minaccia di diffondere immagini o video sessualmente espliciti che ritraggono la vittima, al fine di ottenere qualcosa da quest’ultima.


La differenza con il revenge porn (praticato per mettere alla gogna una persona) è che la pratica del sextortion non è unicamente diretta ad umiliare ed offendere la vittima, ma ha lo stretto fine di estorcerle denaro o ulteriore materiale pornografico.


Le vittime sono spesso minori, adescati sui social network, nelle chat online o sui siti di incontri. Inconsapevoli del pericolo, questi cominciano ad inviare immagini consensualmente al soggetto che le ha contattate (spesso mascherato da account fake per simulare un’altra identità). Una volta ottenuta la fiducia della vittima e ricevuto il primo materiale (foto o video), i criminali cominciano un ricatto abominevole, volto ad ottenere soldi o ulteriori materiale. La negazione di quest’ultimo, comporta minacce che innescano un circolo di sottomissione al criminale al fine di evitare la pubblicazione.


Quasi 1000 in casi in Italia ogni anno, è un fenomeno in costante ascesa nel nostro Paese, complice anche il lockdown durante la pandemia da COVID-19. Il 5% degli studenti americani tra i 12 e i 17 anni è stato vittima di sextortion, mentre il 3% ha ammesso di aver minacciato chi aveva condiviso con loro immagini confidenziali. Il 62% delle vittime ha ceduto al ricatto nella speranza che quest’ultimo cessasse, ma nel 68% di tali casi le richieste e le minacce sono divenute più frequenti. Solo la metà delle vittime ha raccontato l'accaduto alla propria famiglia o ad amici, il 26% ha segnalato i fatti alla piattaforma online e solo il 17% si è rivolto alle forze dell’ordine.


Le vittime in genere si sentono deboli, giudicate, alcune pensano seriamente al suicidio.


Diventano quindi fondamentali tre azioni

L’informazione – I genitori devono essere informati sul tema. I minori devono essere sensibilizzati sulla diffusione di materiale intimo in rete, dalla famiglia, dalla scuola, dalle istituzioni.


L’azione - Agire rapidamente, denunciando o parlandone, può essere vitale per fermare subito una possibile diffusione del materiale privato e per disinnescare il circolo da victim blaming (vergogna della vittima), che contribuisce a rendere maggiormente efficace il meccanismo estorsivo.


La prevenzione – Attivarsi con sistemi di parental control che possano rivelare subito conversazioni potenzialmente pericolose nei quali i minori possono incappare.


Keepers c'è

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